28) Marx. L'artigiano e il commerciante.
Marx osserva che nel momento in cui si form la classe particolare
dei commercianti si ebbe anche un accentuarsi del processo di
divisione del lavoro.
K. Marx-F. Engels, L'ideologia tedesca, I (vedi manuale pagina
35).

 La successiva estensione della divisione del lavoro fu la
separazione di produzione e relazioni commerciali, la formazione
di una classe speciale di commercianti, separazione che nelle
citt storicamente tramandate era gi stata trasmessa (fra l'altra
con gli ebrei) e che in quelle di nuova formazione apparve ben
presto. Con ci era data la possibilit di comunicazioni
commerciali che oltrepassavano la cerchia pi immediata,
possibilit la cui realizzazione dipendeva dai mezzi di
comunicazione esistenti, dallo stato della sicurezza pubblica
nelle campagne, dipendente dalle condizioni politiche ( noto che
durante tutto il Medioevo i mercanti viaggiavano in carovane
armate), e dai bisogni pi o meno rozzi o evoluti, condizionati
caso per caso dal grado di civilt, del territorio accessibile
agli scambi.
Col traffico costituito in una classe particolare, con
l'estensione del commercio, da parte dei mercanti, al di l dei
dintorni immediati della citt, appare immediatamente un'influenza
reciproca fra produzione e scambio. Le citt entrano in
collegamento reciproco, nuovi strumenti vengono portati da una
citt nell'altra, e la divisione fra produzione e scambio provoca
presto una nuova divisione della produzione fra le singole citt,
ciascuna delle quali ben presto sfrutta un ramo d'industria
predominante. La limitazione iniziale alla localit comincia a
poco a poco ad essere eliminata.
Dipende unicamente dall'estensione delle relazioni commerciali se
le forze produttive acquisite in una localit, soprattutto le
invenzioni, vadano o no perdute per lo sviluppo successivo.
K. Marx-F. Engels, L'ideologia tedesca, Editori Riuniti, Roma,
1972, pagine 43-44.
